In questa t-shirt ho cucito un'applicazione in patchwork (stoffe africane) e ho ricamato il disegno ... Come vi pare ? L'ho regalata a J.,
uno dei bambini dell'orfanotrofio di cui vi ho parlato.

L'altro giorno prendevo un caffè con degli amici in un'albergo in città, e ho incrociato tre coppie italiane che sono venute a prendere i suoi bambini adottati. Facevano i suoi
primi passi come famiglia in questo albergo tranquillo prima di prendere l'aereo che li portava via definitivamente. Emozionante osservarli. Fragili e trepidanti entrambi.
Anna ha reunito nel suo blog alcuni indirizzi dove le "crafters" possono spedire dei regali per bambini
orfani e malati,
Laura prende una iniziativa simile per i bimbi in Italia, il blog
Regaliamo un sorriso, anche.
Crafting e solidarietà verso chi ha bisogno : penso che sia un'ottima accoppiata !
Ma attenzione alla posta,
Heidi ha preparato un regalo per l'orfanotrofio che purtroppo non è arrivato, quanto mi dispiace ! ...
Sto leggendo "Non dire notte" di Amos Oz. Racconta il quotidiano di una coppia che vive in Israele ai bordi del deserto. È un libro lento, la narrazione molto
descrittiva. E certe descrizioni sono tanto belle e mi ci ritrovo tanto nel mio paesaggio saheliano, secco e polveroso !...
"Siamo passati adagio per il quartiere dei casermoni e per quello delle ville, lasciandoci alle spalle le palme
diradate dal vento del deserto, i prati esausti, le poinciane che lo sgocciolio simile a una trasfusione trattiene a fatica del morire. " (...) L'asfalto è ammorbidito dalla calura e la sera i
muri cominciano a sputare avanzi di afa."
Mi sembra di traversare Ouaga nella stagione secca ...

Questa è la stagione più calda. Per fortuna stanno arrivando le pioggie. Da qualche mese che non vedevo una nuvola...
E ancora a proposito del mio post precedente, vi voglio consigliare un film, forse lo trovate in qualche buona mediateca perchè è stato a Cannes 2005 ... racconta la storia verissima di una di
quelle donne "streghe" di cuii vi ho parlato. E vi fa anche conoscere i paesaggi, la gente, i colori di questo paese ...

Ecco il link per il site di questo film.
Vi confesso, sono un pò stanca di bloggare ... e poi ho flickr ...
eppure ci sono tante cose ancora da condividere con voi che siete lontani e che magari dall 'Africa conoscete solo qualche immagine dal telegiornale. In un mondo così globalizzato,
si dimentica che in Africa (per fortuna !) tutte le mattine i bambini vanno a scuola e i genitori a lavorare, proprio come da noi, e questo è vero tanto quanto i loro gravissimi
problemi.
Ed è proprio questo lato "normale" dell'Africa , che prosegue con tanta forza e coraggio nonostante tutto , che mi affascina e che mi fa credere che questo continente ci riserverà delle
sorprese positive ! Sarà il mal d'Africa : adoro i suoi colori bellissimi e la sua "misteriosa" felicità così lontana dalle gioie del nostro mondo viziato dal "benessere".
Dove sarò tra un anno ? ci sarà un posto cosi affascinante come questo ?

I must confess I'm a little bit tired of blogging ....... and yet there are still so many things I wanted to share about this region where I still have so much to discover ! still one year
to go and after I'll be somewhere else ... don't know still where ... could it be somewhere more exciting than this colourful region ?
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blogging
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La
generalità dei pasti in questa zona d'Africa include sempre un alimento ricco in carboidrati, una specie di polenta, che
viene mangiato con una minestra, un ragoût oppure una salsa. Ci sono diverse varianti in Africa occidentale, che cambiano
nome secondo gli ingredienti e secondo il paesi (anche se quasi sempre la ricetta è la stessa). Si può usare igname, cassava, miglio, manioca, banane plaintain .... (tutto viene macinato nel mortaio) insieme oppure separati.

A prima vista, la pasta appiccicosa di una di queste specialità (fufu, foutou, fo-foo), quella che è preparata con la
banana plaintain ,può sembrare un pò ripugnante, ma questa versione leggermente dolce e fruttata, mi piace ! ...
E se volete comprare la versione istantanea, per non stancarvi le braccia col mortaio, eccola :
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in cucina
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Ho cucito questo grembiule africano per la mia amica belga B.
Fare dei regali con le mie mani, non vi dico che soddisfazione ! fino al giorno in cui sono arrivata qui, non sapevo niente di cucito e adesso mi diverto e mi rilasso inventando e
realizzando ...
Abitare in Africa mi fa conoscere in un modo diretto e tangibile oggetti che oggi sono comunque diffusi per via della moda della decorazione
"etnica". Infatti, tessuti e artigianato africano sono ricercati nel mercato dell' arredamentocontemporaneo per i suoi colori caldi, per i suoi motivi vibranti ma anche, e io credo,
soprattutto, per la sua atemporalità.
Io sono affascinata soprattutto dal significato nascosto dei motivi e dei colori dei tessuti locali. E continuo a collezionarli : korohgo,
bogolan, kente, kuba, wax ...mi piacciono di più delle maschere africane con le quali non potrei convivere molto da vicino ... certe volte sono davvero inquietanti ...
Nel prossimo post vi farò vedere l'ultima acquisizione della mia collezione. A domani.
I'll be back soon. For the moment I'm enjoying the lovely sea breeze at the Ghana coast...
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