Buon anno !

Ho cominciato l'anno nuovo con i piedi nella sabbia del deserto del Niger. Eccomi con i miei nuovi sandali fatti dai Tuareg.
E sto leggendo un libro che mi piace molto "Ebano" di Ryszard Kapunscinski (Feltrinelli).
"(...) i locali, come sembrino fatti apposta per questo paesaggio, per questa luce , per questo odore. (...) Noi plasmiamo il nostro paesaggio ed esso a sua volta ci plasma i tratti del volto. Tra le palme, nella macchia e nell giungla, l'uomo bianco appare un elemento spurio, incongruo, dissonante : pallido, debole, la camicia madida di sudore, i capelli appiccicati, sempre tormentato dalla sete, da un senso di impotenza, dalla malincolia. E sempre in preda alla paura : delle zanzare, dell'ameba, degli scorpioni, dei serpenti. Tutto ciò che si muove lo riempie di panico.
Per i locali, invece, succede tutto il contrario : dotati di una naturale grazia e resistenza, si muovono a loro aggio e liberamente al ritmo imposto dal clima e dalla tradizione. Un ritmo rallentato, che non conosce fretta : tanto nella vita non si può mai avere tutto. (...)"
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